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Spiegazione e giustificazione
La democrazia vive di controversie, di scambi aperti di opinioni diverse, di dibattiti pubblici, di critiche, di contro-discorsi e di correzioni. Le decisioni che riguardano tutti non devono mai essere prese nell’ombra. Devono essere sotto gli occhi di tutti, giustificate, esaminate e discusse.
Dove finisce il dibattito, inizia l’arbitrio.
Perché il dibattito è la pietra miliare di ogni democrazia
Le decisioni politiche non sono mai “senza alternative”. Devi:
- si basano su informazioni trasparenti,
- essere giustificato pubblicamente,
- possono essere esaminati da voci indipendenti,
- Lascia spazio al dissenso, anche e soprattutto in tempi di crisi.
Se le misure - come il divieto di contatto, la chiusura delle scuole, le vaccinazioni obbligatorie, le restrizioni ai diritti fondamentali o i sistemi di sorveglianza - vengono decise o approvate senza una discussione aperta, lo Stato perde la sua legittimità come attore democratico.
Le decisioni senza dibattito sono autoritarie, anche se sembrano democratiche.
Cosa succede quando il dibattito viene soppresso?
- Le critiche vengono diffamate (ad esempio come “prive di solidarietà”, “pericolose”, “di destra”).
- Scienziati, medici e avvocati con opinioni dissenzienti vengono censurati o sanzionati professionalmente.
- I media adottano narrazioni unilaterali e non pongono domande critiche.
- I parlamenti sono esautorati da ordinanze di emergenza e decreti ministeriali.
- La popolazione è suddivisa in “buoni esecutori” e “cattivi negazionisti”.
Questa non è più democrazia, è la regola dell’opinione.
La democrazia non è uno stato di emergenza
Le crisi non giustificano lo smantellamento dei principi democratici, ma sono un banco di prova.
È proprio quando le decisioni hanno un impatto profondo sulla vita delle persone che è necessario discutere di più, non di meno.
- Il modo in cui affrontiamo i rischi non è una questione di biologia, ma di valori.
- Se una misura è “proporzionata” può essere determinata solo attraverso un dibattito.
- Se una decisione resisterà alla prova del tempo dipende dalla sua capacità di resistere alle critiche.
La nostra posizione
We2030 è sinonimo di una democrazia vivace e conflittuale. Chiediamo:
- il ritorno a un vero dibattito in Parlamento,
- il riconoscimento della legittima diversità scientifica,
- l’eliminazione dei divieti di pensiero e di parola,
- e la rivalutazione delle misure autoritarie degli ultimi anni.
Perché:
Non c’è democrazia senza dibattito.
Qualsiasi provvedimento senza dibattito è un colpo alla democrazia - e quindi a tutti noi.


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