Tesi 6: La salute non può essere imposta, è una responsabilità individuale.

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Spiegazione e giustificazione

La salute non è un compito dello Stato nel senso di controllo, ma una decisione e una responsabilità personale. È inestricabilmente legata alla libertà, all’autodeterminazione e alla fiducia. Ogni persona è unica: nel suo corpo, nelle sue esperienze, nei suoi rischi, nella sua biografia.
Pertanto, la salute non può essere pianificata centralmente o creata con la forza.

Eppure stiamo sperimentando come, con il pretesto della tutela della salute, si stiano attuando sempre più sorveglianza, paternalismo e incapacità, in particolare attraverso l’introduzione della cartella clinica elettronica (EPR).


Il vero significato di salute

La salute non è creata da un ordine, ma da:

  • dieta sana ed esercizio fisico,
  • stabilità mentale e relazioni sociali,
  • decisioni terapeutiche libere e responsabilità personale.

Nessuna legge, nessun sistema e nessun file può sostituirlo.

Lo Stato può formulare raccomandazioni, fornire accesso alle informazioni, sostenere le professioni mediche, ma non deve strumentalizzare il corpo, i pensieri o le decisioni dell’individuo.


Cosa succede quando lo Stato vuole far rispettare la salute?

  • Gli obblighi di vaccinazione, le cure obbligatorie, le maschere o i test non sono più sufficienti per l’individuo.
  • Ignorano l’individualità medica e distruggono la fiducia nelle relazioni medico-paziente.
  • Le persone vengono stigmatizzate o emarginate se decidono di non farlo per motivi validi.

La coercizione non crea fiducia, ma resistenza, paura e danni psicologici a lungo termine.


Il pericolo digitale: la cartella clinica elettronica (ePA)

L “introduzione dell” ePA viene venduta come un progresso, ma è un attacco massiccio alla privacy, alla libertà di terapia e alla riservatezza medica.

Perché l’ePA è pericoloso?

  • La centralizzazione dei dati sanitari sensibili rende i cittadini trasparenti - per le compagnie di assicurazione sanitaria, le autorità, l’industria farmaceutica e le aziende tecnologiche.
  • I diritti di accesso di terzi (anche senza consenso informato) minano la riservatezza medica.
  • La volontarietà è di fatto abolita: chiunque non si opponga attivamente viene automaticamente registrato.
  • I dati possono essere utilizzati contro le persone: per la categorizzazione delle tariffe, per la somministrazione di farmaci obbligatori, per il controllo sociale o, nel peggiore dei casi, per eliminare le voci critiche.
  • Nella dittatura della salute digitale, la salute sta diventando una merce di dati e le persone una risorsa da sfruttare.

La nostra comprensione della salute

We2030 sta per:

  • Educazione invece di paternalismo
  • Responsabilità personale anziché monitoraggio
  • Libertà di terapia anziché standardizzazione
  • Protezione dei dati invece di una copertura totale

La salute appartiene alle persone, non allo Stato.


La nostra posizione

La salute è un’area sensibile e profondamente personale della vita. Chiunque usi la coercizione, sia essa fisica, psicologica o digitale, sta oltrepassando una linea rossa.

Ecco perché diciamo no alle cartelle cliniche elettroniche senza un consenso esplicito.
No alla standardizzazione medica.
No alla dittatura della salute digitale.

Perché:
La salute non può essere imposta, è una responsabilità individuale.


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