Tesi 8: La sorveglianza digitale cancella la libertà, non il virus.

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Spiegazione e giustificazione

La digitalizzazione può essere uno strumento di liberazione o di controllo.
Può facilitare la comunicazione, l “accesso alla conoscenza e alle cure mediche o trasformarsi nel più grande apparato di sorveglianza della storia dell” umanità.
La differenza sta nell “obiettivo e nell” intenzione che lo sottende.

Questa tesi mette in guardia da un grave errore: l ‘illusione di poter rinunciare alla libertà per ottenere la sicurezza. In realtà, si perdono entrambe.


Ciò che è iniziato con il “virus” …

Con il pretesto del controllo delle infezioni, è stata introdotta in tutto il mondo un’espansione senza precedenti dei sistemi di controllo digitale:

  • Codici QR per il controllo del movimento
  • Applicazioni di tracciamento per la ricerca di contatti
  • I certificati di vaccinazione digitali come prerequisito per l’accesso ai diritti fondamentali
  • ID sanitari e archiviazione centralizzata dei dati (ad es. cartella clinica elettronica)
  • Social scoring da parte di piattaforme e fornitori di servizi di pagamento

Queste misure sono state annunciate come “temporanee”, ma non sono state ritirate, sono state istituzionalizzate.

La pandemia non è stata la fine di questa sorveglianza, ma il suo segnale d’inizio.


Perché la sorveglianza digitale è pericolosa

  • Avviene in modo invisibile e automatico, senza alcun controllo democratico.
  • Cambia il comportamento delle persone, per paura di essere marchiate.
  • Può essere combinato con l’intelligenza artificiale per riconoscere, limitare o punire le voci critiche.
  • Rende le persone trasparenti, prevedibili e manipolabili, non più libere.

La libertà si basa sulla fiducia e la sorveglianza la distrugge.


La falsa logica della paura

Invece di rafforzare l “assistenza sanitaria, l” istruzione e la resilienza sociale, la tecnologia è stata venduta come una panacea:

“Se solo raccogliamo abbastanza dati, possiamo controllare qualsiasi pericolo”.

Ma questa è una falsità.
Non si combatte un virus con i sistemi di controllo, ma con la responsabilità, l’immunità, la fiducia e un sistema sanitario funzionante.

La sorveglianza digitale non combatte un virus, ma la libertà di pensiero, di movimento e di vita.


La nostra posizione

We2030 dice: No alla sorveglianza digitale totale.
No al codice QR come biglietto d’ingresso alla società.
No agli ID sanitari centralizzati, al controllo delle chat, ai profili di movimento e alla biometria obbligatoria.

Perché:
La sorveglianza digitale non cancella il virus - cancella la libertà.

E senza libertà non c’è salute, né democrazia, né dignità umana.


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