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Spiegazione e giustificazione
Nelle società moderne, l’azione dello Stato o delle istituzioni viene spesso legittimata con il termine “protezione”. Si parla di “protezione della salute”, “protezione della democrazia”, “protezione dell’ordine pubblico”. Ma cosa succede se questa “protezione” non si basa sull’educazione, sulla partecipazione e sulla libertà, bensì sulla coercizione?
Coercizione significa che le persone non hanno scelta. Sono costrette a fare qualcosa contro la loro volontà, sia attraverso leggi, punizioni, ostracismo sociale o violenza fisica. Perdono il controllo sul proprio corpo, sulle proprie opinioni e sulle proprie decisioni.
Questo è per definizione: violenza.
La pericolosa reinterpretazione
È un trucco linguistico pericoloso reinterpretare la coercizione come cura. Perché in questo modo si legittima la violenza, non più come un’eccezione, ma come un presunto dovere. Coloro che “proteggono compulsivamente” non proteggono, ma governano. E chiunque si opponga a questa “protezione” viene criminalizzato, patologizzato o moralmente svalutato.
Esempi dal passato recente:
- La vaccinazione obbligatoria con il pretesto del bene comune, sebbene la libertà medica sia un diritto fondamentale.
- Vietare le opinioni con il pretesto della “protezione dalla disinformazione”.
- Divieti di movimento o di occupazione per motivi di “protezione dalle infezioni”.
- Misure obbligatorie nelle scuole, nelle cliniche e nei luoghi di lavoro senza una valutazione individuale dei rischi.
Queste misure non sono state vendute come violenza, ma come “necessarie” - eppure hanno privato di diritti, diviso e traumatizzato le persone.
Principi legali ed etici
- La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani garantisce il diritto all’integrità fisica, alla libertà di espressione e alla libertà di scelta.
- La Legge fondamentale tedesca dichiara che la dignità umana è la norma più alta: la coercizione contraddice questa dignità se non viene utilizzata nel contesto di una vera e propria autodifesa.
- Nell’etica medica si applica il principio del consenso informato: nessuno può essere costretto a sottoporsi a un intervento.
La coercizione quindi non solo contraddice i principi etici, ma distrugge la fiducia, la responsabilità personale e la coerenza sociale.
Cosa significa protezione reale
La vera protezione si basa su:
- Chiarimenti invece di minacce
- Volontarietà anziché obbligo
- Rispetto invece di paternalismo
- Dialogo invece di controllo
Solo chi può decidere liberamente può vivere in vera sicurezza.
La nostra posizione
We2030 è a favore di una società in cui le persone siano trattate come esseri responsabili, non come oggetti del controllo statale o dell’onnipotenza terapeutica.
La coercizione distrugge la fiducia.
La coercizione distrugge la comunità.
La coercizione distrugge la libertà.
La coercizione non è cura - la coercizione è violenza.


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